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Paola Musu: La perdita della Sovranità Monetaria del Popolo italiano

14 Luglio 2015 , Scritto da Alfredo

DENUNCIA CONTRO LA DITTATURA DEL SISTEMA BANCARIO

Con la nascita della Comunità Economica Europea e l’adesione dei paesi europei all’Euro come moneta unica, l’Italia è caduta in una trappola da cui sarà molto difficile liberarsi, se non a costo di grandi sacrifici e sofferenze disumane e sicuramente non prima che la maggioranza degli italiani abbia raggiunto la consapevolezza della condizione di schiavitù in cui si trova a causa di questa micidiale e invisibile “dittatura finanziaria”.
Basta guardarsi intorno e ascoltare la gente per rendersi conto che il paese sta sprofondando nel baratro di una crisi economica senza precedenti e le frequenti manifestazioni spontanee di protesta di cittadini disperati contro i politici cinicamente distratti se non addirittura collusi ne sono la prova più evidente.
Insomma la causa principale di tutti nostri guai sembrerebbe la mancanza cronica di denaro o meglio, la concentrazione di troppo denaro in poche mani e sopratutto in mani sbagliate. Allora, se è vero che la causa dei nostri mali è proprio la scarsità di denaro che ci impedisce di vivere e lavorare e se vogliamo trovare una soluzione adeguata dobbiamo deciderci a studiare bene il funzionamento del nostro sistema monetario e i meccanismi da cui è regolato. Un fatto è certo: il denaro condiziona pesantemente l’esistenza di ogni essere vivente e in particolare la vita di ogni essere umano. Perciò è necessario più che mai capire bene il problema e trovare i giusti rimedi. La maggior parte delle persone pensa che il denaro sia emesso dal governo o dalla zecca dello Stato ma le cose non stanno assolutamente così. Il nostro sistema bancario nazionale è, a tutti gli effetti gestito, dopo essersene appropriato, da un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad ingannare il Popolo e ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione e trasformando il Popolo da Sovrano in eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa del Signoraggio primario e secondario. La creazione e l’emissione della moneta è stata ceduta dallo Stato al sistema bancario privato con una procedura del tutto incostituzionale. Infatti è in evidente contrasto con l’articolo 1 della Costituzione che al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.”

Quindi, se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esserlo anche sulla emissione della propria moneta! In realtà, secondo la nostra Costituzione, è lo Stato come emanazione politica del Popolo, a dover esercitare la sovranità monetaria e non il sistema bancario privato!
Allora non si capisce perché lo Stato ha consentito alla Banca Centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, infatti la conseguenza è che le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese. Lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio è il Signoraggio bancario ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere, lo subisce passivamente.
Il meccanismo del Signoraggio è assolutamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità. La B.C.E. (Banca Centrale Europea) mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T), attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà. Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al puro costo di produzione (carta e inchiostro).
Le banche però sono autorizzate a prestare denaro senza valore in virtù di leggi di comodo approvate in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente complici della grande truffa del Signoraggio Bancario. Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993. La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo di soli 0.3 centesimi di euro. La differenza tra il costo di stampa e il valore nominale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio”. Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale. Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E. realizza frodando lo Stato “consenziente” e purtroppo tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.
In effetti, la Banca Centrale Europea quando stampa cartamoneta, non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e ne trae benefici come se fosse “proprietaria della moneta” !!!

E’ bene precisare che dal 15 agosto 1971 con l’abolizione degli “accordi di Bretton Woods” e la fine del “Gold standard”, per le banche centrali non esiste più nessun obbligo di riserva o deposito in oro a garanzia delle banconote emesse. Quindi, di conseguenza, la B.C.E., stampando banconote “senza copertura”, mette in circolazione semplice “cartastraccia” priva di valore, sulla quale però non esita a chiedere illegittimamente interessi alla collettività, che peraltro è anche obbligata ad usarla in maniera forzosa come “valuta dello Stato a corso legale”. Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco !
Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili.
In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle passività il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da Signoraggio.

La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal Tesoro cioè 100 euro perché questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi). Ecco dove spariscono gli utili di bilancio. In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,97 più interessi. Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che non sono poi poca cosa, circa 80 miliardi di euro all’anno, ma allora come vanno contabilizzati in bilancio gli oltre 2.000 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario e solo in piccola parte con cittadini sottoscrittori di Titoli di Stato? Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,97 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che si tratta di cifre davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale. Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood infatti da allora tutte le Banche Centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma…cartastraccia o cifre nei computers.

E del resto, se le banconote in circolazione fossero effettivamente un debito per la Banca non si spiega come faccia la stessa a “prestarle” chiedendo pure il pagamento di un interesse…Si è mai visto che un debitore chieda gli interessi sul proprio “debito” come se fosse un “credito” ?
In un paese “normale” i bilanci delle Banche sarebbero oggetto di controlli adeguati da parte della Magistratura e del Fisco. Invece in Italia “le fiamme gialle” tartassano artigiani, commercianti o piccoli imprenditori, però “trascurano” volutamente i bilanci dei grandi istituti di credito…come al solito: forti con i deboli e deboli con i forti.
Non dimentichiamo che la Banca Centrale di emissione è praticamente sotto il controllo di S.p.A. private. La Banca d’Italia in realtà “non è pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.
La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. gestita da privati e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.). Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “ in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.
Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno. Naturalmente la stragrande maggioranza dei Cittadini italiani è all’oscuro di questi meschini imbrogli di Stato !

Evidentemente la falsa e martellante (dis)informazione di regime, dominata e manipolata dalla élite bancaria e dal potere politico ad essa asservito funziona a meraviglia, ottenendo il risultato di nascondere ai cittadini/sudditi la vera natura fraudolenta del nostro sistema monetario e bancario e i disastri che produce. Quindi è chiaro che il reddito (illegale) derivante dal Signoraggio è posseduto quasi esclusivamente da “entità private”, per lo più banche e viene sistematicamente sottratto al Popolo dal fisco mediante l’imposizione di tasse dirette e indirette. Lo Stato Italiano è oberato da un enorme debito pubblico che ormai supera 2.000 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale nei confronti della Banca Centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile. La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli balzelli. E vanno a finire dritti nelle casse della Banca Centrale ovvero ad arricchire i suoi azionisti privati.

Dei vari “metodi” per estorcere denaro alla gente si dovrebbe scrivere un capitolo a parte, ma solo per brevità basterà ricordare come agiscono i vari corpi dello Stato ridotti loro malgrado a “cani da guardia” del Governo, a sua volta diventato l’esattore del “governo ombra” dei banchieri privati. Questa enorme macchina repressiva fatta di Polizia, Carabinieri, Vigili urbani, Guardia di finanza, Ufficiali giudiziari, Ufficio delle entrate, o la tristemente famosa EQUITALIA, alla quale andrebbe assegnato un premio speciale per lo zelo e lo scrupolo con i quali esegue il suo infame lavoro estorsivo nei confronti della povera gente, opera con accanimento degno di miglior causa per depredare i cittadini, le imprese, i lavoratori vessati e strangolati da questi solerti “pubblici ufficiali” che poi alla fine sono pagati dagli stessi contribuenti che loro tartassano senza tregua.
Insomma, miliardi e miliardi di euro rapinati da questi “servitori dello Stato” ai cittadini sempre più esasperati e prossimi alla ribellione violenta perché stanchi dei troppi soprusi e infinite angherie. Se invece avessimo una Banca Centrale “pubblica” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, secondo parametri di emissione ben definiti in rapporto al p.i.l per tenere sempre sotto controllo il fenomeno inflativo, il cosiddetto “reddito da Signoraggio” potrebbe tornare in uso alla collettività per realizzare servizi pubblici adeguati, favorire uno sviluppo economico razionale o diminuire notevolmente l’imposizione fiscale sui redditi dei cittadini.

Il debito pubblico, in pratica, non è altro che una “bufala colossale” che i politici usano per nascondere al popolo questa sistematica rapina a mano armata operata dal governo dei banchieri per conto del capitalismo finanziario e viene utilizzato come “alibi” per imporre sacrifici e vessazioni di ogni genere ai “sudditi” impotenti. Se fossimo Cittadini e non sudditi, dovremmo combattere attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell’interesse sovrano del Popolo ?
In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta. E del resto questo già avviene in parte, per ciò che riguarda il conio delle monete metalliche da 1 centesimo fino ai 2 euro. Infatti questo tipo di moneta viene coniata ed emessa direttamente dalla zecca dello Stato, senza indebitare i cittadini ed evitando di pagare interessi alla Banca centrale. La stessa cosa avveniva, anni fa, con i Biglietti di Stato da 500 lire “a corso legale” emessi dalla Repubblica in nome e per conto del Popolo italiano.
Tutto ciò dimostra che non vi è nessun impedimento tecnico per l’emissione di una moneta pubblica o “di stato” e per far tornare in mani pubbliche anche la gestione del credito, naturalmente con i dovuti controlli. Insomma, è solo una questione di “scelta di politica monetaria e creditizia” a livello governativo. Purtroppo i nostri governanti hanno preferito lavarsene le mani e trasferire ai banchieri privati la nostra Sovranità monetaria, e tradire la fiducia e la delega democratica ricevuta dal Popolo Italiano.

Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro: i banchieri.

Ora è chiaro che il denaro viene totalmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le stesse banche si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo, 1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”). Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o Signoraggio secondario.
Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del Signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E./Bankitalia.

La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”. Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

Possiamo dire che la banca, a livello economico e finanziario, è un parassita !

E’ molto appropriata la celebre frase del compianto Premio Nobel per l’economia Maurice Allais: “L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. In concreto i risultati sono gli stessi. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto.”

Insomma, nessuna differenza tra “falsari” e “banchieri” tutti e due spacciano moneta “falsa”. Solo che le banche lo fanno legalmente perché autorizzati da apposite leggi fatte in parlamento dai compari politici mentre i falsari, se scoperti, finiscono giustamente in galera. Inoltre, riflettendo bene sulla questione, bisogna dire che il denaro stampato dai comuni falsari, pur essendo “illegale” si limita solo a procurare un piccolo vantaggio economico allo stesso falsario; mentre il denaro “altrettanto falso” emesso dal Sistema Bancario, anche per la quantità immensamente maggiore, contribuisce ad aumentare costantemente il debito pubblico, almeno per la quota di emissione di competenza della Banca Centrale, sul cui debito, peraltro gravano gli interessi a carico della collettività, e quindi è indiscutibile che la moneta dei banchieri ha effetti molto più devastanti per l’economia nazionale e per la vita dei cittadini. E non dimentichiamo che questo perverso marchingegno, in virtù dell’applicazione di un interesse, oltre ad essere ingiusto e fraudolento è intrinsecamente inflativo e finisce per essere un esproprio di “potere d’acquisto” a vantaggio dei banchieri/falsari. Uno Stato, defraudato della propria Sovranità monetaria, non può dirsi davvero Indipendente e Sovrano e un Popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque al di fuori del popolo stesso detenga il monopolio dell’emissione monetaria.

La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni. Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano a interesse !
Il denaro è un “valore convenzionale” poiché i cittadini si accordano per attribuirgli quel determinato valore, e senza i cittadini che la accettano, facendola circolare, è solo carta straccia. Chi da valore a questa valuta non è la banca che la emette creandola dal nulla ma tutti i cittadini che, scambiandola con i beni e servizi, conferiscono alla moneta il cosiddetto “valore indotto”, come giustamente ha insegnato il Prof. Giacinto Auriti.

E questo è talmente vero che se il governatore della Banca Centrale si mettesse a stampare da solo banconote in un’isola deserta, quelle banconote resterebbero cartastraccia se non ci fossero i cittadini in qualità di produttori/consumatori a dargli, appunto, “valore di scambio” o “valore indotto”. Allora, se è vero che il denaro è nostro, poiché noi cittadini conferiamo ad esso “vero valore”, per quale motivo la Banca è autorizzata a prestarci qualcosa che è già nostro ? E, come se non bastasse, il sistema bancario privato realizza grandi profitti con la illegittima pratica usuraria dovuta all’applicazione di interessi !

Tra l’altro le banche applicano discrezionalmente interessi su denaro che non è neppure reale ma fittizio poiché creato dal nulla, e come già detto, per colmare la misura, la banca pretende che il prestito, elargito con denaro che non gli appartiene, sia garantito concretamente dalle “nostre” proprietà personali e familiari. Come dire…oltre il danno, la beffa !
E c’è un altro aspetto da considerare, prendiamo per esempio l’art. 47 della nostra Costituzione che dice testualmente: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”…ecc.
Quindi, in base all’articolo 47 della nostra Costituzione, il compito di gestire la politica monetaria e creditizia spetta di diritto allo Stato e non alle banche private, alle quali invece i governi hanno trasferito/ceduto questa importantissima funzione pubblica.
Allora è evidente che lo Stato, rinunciando volontariamente alla sua sovranità monetaria, non svolge correttamente questo importante dovere costituzionale, anzi potremmo dire che i cittadini vengono privati del diritto fondamentale di ottenere il credito direttamente dallo Stato e non dal sistema bancario privato che invece sfrutta questa attività a fini di lucro, esercitando peraltro sui cittadini un enorme potere di ricatto economico.

Le banche, avendo usurpato allo Stato democratico il diritto/dovere di creare moneta e concedere credito, hanno in mano il destino economico delle aziende e del sistema produttivo della nazione. L’uso spregiudicato e privatistico della politica monetaria ha portato al dominio totale delle banche sulla popolazione inerme. Tutti noi cittadini in un modo o nell’altro, per poter lavorare, siamo condizionati dalla possibilità o meno di ottenere credito dalle banche, le quali poi usano questo enorme potere discrezionale solamente a proprio vantaggio, spesso discriminando i soggetti o le aziende economicamente più deboli perché privi di garanzie immobiliari (che poi… impadronirsi dei beni materiali della gente è il vero obiettivo delle banche) e talvolta approfittando talmente della loro posizione dominante da sconfinare nella vera e propria illegalità estorsiva tipica delle peggiori organizzazioni criminali.
Le conseguenze sul tessuto economico e sociale del paese, a causa di questo insostenibile stato di cose, sono palesemente disastrose e questo spiega anche perché, in un sistema bancario “a riserva frazionaria”, la perenne crisi se non addirittura i fallimenti delle imprese più fragili, perché più esposte al ricorso forzoso del credito usuraio delle banche, sono ormai una costante inevitabile.

In ambito europeo il sistema bancario trae forza legale da trattati internazionali come il “Trattato di Maastricht”, successivamente evoluto in “Trattato di Lisbona”, fortemente voluti e approvati “all’unanimità” dai nostri politici in parlamento, senza informare adeguatamente i cittadini o chiederne il consenso alla adesione con una opportuna e doverosa consultazione referendaria. E’ sufficiente leggere gli articoli 107 e 105A per per avere la misura di quale imbroglio sia questo Trattato imposto ai popoli europei dalla cricca massonica dei banchieri internazionali in combutta con i nostri cari politici.

Articolo 107 del Trattato di Maastricht

Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.

Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

Et voilà…sparita per sempre la Sovranità monetaria dei popoli europei !

E anche in questo caso i politici burattini non si smentiscono, sempre a guinzaglio del grande capitale finanziario. Non è senza motivo, infatti, che “lor Signori” si sono inventati l’art. 75 della Costituzione che, così recitando, impone il silenzio al Popolo Sovrano: …”Non è ammesso il referendum su leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”

Il trattato di Maastricht, in sostanza, sottrae ai paesi europei e quindi all’Italia, la loro legittima “Sovranità monetaria” e la assegna alla B.C.E. che è, ricordiamolo, un organismo del tutto “privato” indipendente e sovranazionale e quindi avulso dal contesto sociale e dal controllo pubblico da parte dello Stato che in pratica autoriduce la propria Sovranità a danno dei suoi stessi cittadini.
Si configura, di conseguenza, una palese violazione della normativa Costituzionale in materia monetaria e si mette in discussione l’autorità, l’indipendenza e la Sovranità stessa della Repubblica Italiana.
Non c’è che dire, un capolavoro di servilismo della politica verso il potere finanziario !

Rendiamoci conto che l’attuale sistema politico è stato concepito per difendere e preservare il potere e i privilegi dei banchieri usurai, infatti i nostri uomini politici, succubi del sistema bancario, tradiscono il Popolo e occultano la vera finalità del cosiddetto “sistema democratico”, ovverosia: saccheggiare e depredare il paese a beneficio degli speculatori privati.Vedi appunto le indiscriminate campagne di “privatizzazioni” cioè “la svendita” dei beni dello stato inaugurate da Mario Draghi e seguite poi dai compari Ciampi, Dalema, Prodi ecc. Così si arricchisce senza fatica la grande élite finanziaria a spese del popolo lavoratore.
E’ mortificante per il paese constatare che i nostri “rappresentanti politici” ormai svolgono solo un ruolo di supporto e tutela dell’usurocrazia bancaria. La maggior parte dei parlamentari sono ridotti alla stregua di semplici “lacchè” del potere finanziario, al quale obbediscono supinamente.

Questi “onorevoli senza onore” sono solo ridicole marionette prive di statura morale e prestigio internazionale, burattini da palcoscenico nel teatrino della politica interna e internazionale. Perennemente invischiati nei peggiori scandali giudiziari o in squallide e volgari storie di sesso, meschine ruberie e sperpero di denaro pubblico.
In realtà i partiti politici, e i mass-media, di norma, vengono utilizzati dal potere finanziario per dividere e distrarre le masse ma sopratutto per tenere il Popolo all’oscuro sul grande inganno monetario del “Signoraggio”. In definitiva i politici vengono usati come “paravento” dietro il quale si nasconde e muove i fili il vero potere occulto, massonico e mafioso dell’élite finanziaria internazionale. La nostra povera Repubblica, in mano a questa “casta di onorevoli cialtroni” affonda nella vergogna e nel servilismo verso i banchieri parassiti. Senza una effettiva trasformazione in senso “Federalista” della nostra sventurata nazione, parliamo naturalmente di Federalismo autentico, basato su elementi di Democrazia diretta e controllo popolare e non sul finto federalismo accentratore, poltronaro, razzista e secessionista della Lega Nord, purtroppo per noi, l’Italia si avvierà drammaticamente verso la catastrofe politica ed economica.

Per quanto morbida e poco percepita essa possa risultare alla gente comune, quella che subiamo è a tutti gli effetti una “dittatura bancaria”e, a questo punto, il minimo che si possa fare è denunciare con forza a tutta l’opinione pubblica questa grande truffa della“privatizzazione della moneta” operata dai banchieri espropriando il Popolo dei suoi diritti fondamentali.
Questa soffocante dittatura della mafio/massoneria bancaria si regge sul furto e la truffa del Signoraggio bancario e sulla “proprietà privata della moneta-debito” imposta al Popolo con la forza e l’inganno dalla finta democrazia parlamentare. Il disastro del nostro sistema monetario e creditizio va affrontato e risolto una volta per tutte, togliendo alle banche il monopolio sull’emissione della moneta e la gestione privatistica del credito e soprattutto restituendo allo Stato e quindi al Popolo la sua legittima Sovranità monetaria.

La gente ha bisogno di credere in qualcosa di superiore, di avere degli idoli e dei dittatori che comandano, ed è proprio per questo che oltre i due terzi dell’umanità vive in miseria e schiavitù.

Lucio Sanna

fonte http://sovranidade.org/?p=4855#more-4855

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